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Casertavecchia Duemilasedici

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Le origini di Casertavecchia sono ancora incerte, ma secondo alcune informazioni estrapolate da uno scritto del monaco benedettino Erchemperto, Historia Langobardorum Beneventanorum già nell’anno 861 d.C. esisteva un nucleo urbano denominato Casam Irtam (dal latino: “villaggio posto in alto”).

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Il borgo ha subìto nel corso della storia varie dominazioni.

Originariamente appartenente ai Longobardi, Landolfo dei Longobardi di Capua alla morte del padre, il conte Landone, s’impossessa della città; ma lo zio, Pandone il Rapace riesce ad agguantarlo, dopo l’863 Casertavecchia fu occupata dal figlio del Rapace, Landolfo. Ma solo nell’879 con l’altro figlio del Rapace, Pandolfo, comincia la serie dei conti di Caserta.

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A seguito delle incursioni saracene e alle devastazioni delle città della pianura, gli abitanti e il clero delle zone circostanti, in particolare quelli della scomparsa città di Calatia, trovarono in Casertavecchia, protetta dalle montagne, un rifugio sicuro.

In questo periodo la popolazione aumentò in modo così considerevole da determinare il trasferimento della sede vescovile dell’antica città di Calatia all’interno del borgo.

Nel 1442 il borgo passò sotto la dominazione aragonese, iniziando così la sua lunga e progressiva decadenza: a Casertavecchia restarono solo il vescovo e il seminario.

 

Nel 1960 l’insediamento di Casertavecchia è stato inserito nella lista dei monumenti nazionali italiani. Da allora il borgo ha conosciuto un progressivo ritorno di interesse, legato principalmente al turismo.

Fonte contenuti è [Wikipedia]

 

 

 

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